13 gennaio 2013

Battesimo del Signore e Sant'Ilario


Battesimo del Signore - Festa del Signore

La riforma liturgica conseguente al Concilio Vaticano II fissa per la domenica successiva all'Epifania la celebrazione del Battesimo di Gesù.
Quando l'Epifania aveva un'ottava, l'ottavo giorno era consacrato al Battesimo di Gesù che costituisce uno dei tre miracula originariamente celebrati nel giorno della Festa della manifestazione, che è appunto l'Epifania: la manifestazione ai magi e in loro ai popoli pagani; il Battesimo che manifesta Gesù al Battista e ai peccatori che rispondono alla predicazione del Precursore; il segno di Cana che manifesta Gesù ai discepoli che credono in lui (Gv 2, 11).
Carlo Magno, rimasto affascinato dal canto di certi monaci greci che celebravano il Battesimo del Signore, fece tradurre in latino i testi che aveva udito cantare.

Oggi si ricorda sant'Ilario, vescovo e dottore della Chiesa.

Nato all’inizio del IV secolo a Poitiers, fu educato alla scuola di grammatica e retorica.
Probabilmente si convertì al cristianesimo in età adulta.
Ebbe una profonda preparazione biblica e un’intensa vita cristiana che resero la sua persona particolarmente stimata, così che nel 350, già sposato e padre di una bimba, venne eletto vescovo di Poitiers.
Fu per tre anni esiliato dall’imperatore Costanzo in Frigia, ove approfondì la dottrina trinitaria, anche a confronto con il mondo orientale.
Partecipò con ardore alla lotta contro l’eresia ariana, attraverso l’indizione di sinodi provinciali e lettere agli altri vescovi.
Con Eusebio di Vercelli contrastò il vescovo ariano Aussenzio che si era impadronito della sede di Milano. Morì nel 367.
Teologo (soprattutto come tale si esprime nel trattato De Trinitate, scritto negli anni dell’esilio), storiografo ed esegeta delle Scritture (il commento a Matteo, e ai Salmi – opera della piena maturità – sono i suoi testi più importanti), è considerato il creatore del linguaggio teologico della Chiesa d’Occidente.
Molte delle sue opere sono andate perdute.
Nel 1851 fu proclamato da Pio IX dottore della Chiesa.

12 gennaio 2013

Vate cieco




Oh, sommo poeta certo fui, [...]

EA

Bisboccia in ateneo



Aula 309, io e Stefania c’incontriamo sempre lì.
“Che caldo fa oggi. Mi sono vestita leggera, meno male…”.
[...]

TA

Maurizio Colombi - 12 / 03 / 2012



DALL’HOMO SAPIENS ALL’HOMO STRONZUS

Un libro nato dal più famoso spettacolo del mondo sul rapporto di coppia.
Maurizio Colombi, attore e regista, spiega, una volta per tutte, perché uomini e donne sono diversi…molto diversi.

Abardo Zelmo




Nato a Milano nel 1922, da genitori milanesi. Noto con lo pseudonimo "El rattin".
Si è accostato alla poesia meneghina, dimostrando buona sensibilità e cercando di foggiare il proprio modulo espressivo mediante un lungo e paziente lavoro di rifinitura formale.
Firmava le sue poesie con lo pseudonimo "El rattin".
Quanto comunicatoci dal Sig. Alessio Vale, che ringraziamo, integra e completa le note biografiche di Zelmo Abardo:""L’anno 1979, il 14 Settembre, presso lo studio del Notaio Dott. Giovanni Notari si è costituita con sede in Milano come Sezione del Circolo Ambrosiano Meneghin e Cecca, l’associazione denominata: = A.L.P.E. Associazione Letteraria Poeti Estemporanei =. Presidente Zelmo Abardo.Per oltre quattro anni (1951) Zelmo Abardo operò al Quotidiano l’ITALIA diretto da Monsignor Ernesto Pisoni. Per tre anni (1976) collaborò alla rivista settimanale IL NUOVO MILANESE diretto da Gianfranco Carmignano. Socio dell’Ordine Nazionale Autori e Scrittori O.N.A.S. con sede presso la casa Manzoni di via Moroni 1. Fondatore e animatore del premio poesia dialettale e in lingua italiana “LA MASCHERA D’ORO” titolata a memoria del Vice Presidente del Circolo, Avv. Giovanni Luzzi, ebbe un’importanza primaria da raggiungere persino i confini di altri stati.""

Opere pubblicate:
Aria noeuva - Marzo 1978
Paralipomeni - Maggio 1981
Glossario poetico lessicale - Novembre 1986
Antologia Zibaldone poetico lessicale - Marzo 1994
Zibaldone poetico - 1994



San Babila


Il complesso monumentale di San Babila vedeva, accanto alla basilica, da una parte, affacciante sul Corso di Porta Orientale (Corso Venezia) la cappella di Santa Marta con un vasto spazio cimiteriale.
Dall’altra, verso il Monforte, la Chiesa di San Romano. [...]

Fonte: sito della basilica di San Babila

MR

Sant'Igino, papa


Igino (“Sano”), è elencato sia da Ireneo di Lione che da Eusebio da Cesarea quale nono papa nella successione apostolica al soglio di Pietro.