Le portate dei banchetti erano 7, si apriva con pesce e ostriche o con piatti esotici, come le lingue di fenicottero, mammelle di scrofa, intervallate da musica o conversazioni filosofiche.
Nell’antica Roma, appena varcata la soglia di una villa, era obbligatorio per l’ospite il buon umore, l’hilaritas, ma a tavola, anche alle lupe, era richiesta buona educazione e si bandiva l’ubriachezza molesta.
Nella seconda metà del 900, il termine indica la prostituta disponibile su chiamata telefonica; è un calco della locuzione inglese call girl, diffusasi nel 1953 a New York a causa di uno scandalo.
Guadagnava da 2 a 15 franchi se operava in strada, da 4 a 10 franchi se operava invece in una casa di tolleranza, da 50 a 80 franchi se faceva l’accompagnatrice; lo stipendio medio di un impiegato statale francese era di circa 35-40 franchi.
Costava da mezzo a un ducato e mezzo se praticava nelle stufe (bagni pubblici), da 3 a 10 ducati se svolgeva la professione indipendente, da 100 a 800 ducati se era una cortigiana a palazzo; un mercante della Repubblica Serenissima guadagnava 20 ducati al giorno, un marinaio solo uno e mezzo.
Costava da 1 a 3 fiorini se praticava nelle taverne e nei bagni, da 4 a 8 fiorini se invece praticava nel bordello municipale; il guadagno giornaliero di un tessitore era di circa 6 fiorini.
A Roma, costava da 2 a 8 assi, da 4 a 10 sesterzi se praticava vicino agli anfiteatri e nelle piazze, da 20 a 100 sesterzi se cortigiana; il guadagno giornaliero di un artigiano era di 3 sesterzi, mentre la paga giornaliera di un legionario era di 10 assi.
Nella Grecia classica, costava da 2 oboli a una dracma, da 2 a 100 dracme se flautista, da 200 a 2000 dracme se etèra; la paga di un operaio di Atene era di una dracma o 6 oboli (25 euro).