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18 aprile 2013

La Fossa dei Serpenti


Una delle novità milanesi in tema di prostituzione è la Fossa dei Serpenti, in Viale Milton, all’Arco della Pace dove, come in un girone infernale, prostitute, omosessuali e transessuali, approfittando dell’avvallamento del terreno in quel punto, ne fanno di tutti i colori, con atti osceni, ladrocini e violenze.

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17 aprile 2013

Le battone a luci rosse


Le prostitute sulle strade non erano più classificabili come signorine; ad esse vennero affibbiati altri nomignoli, come bagasce, mignatte, lolite, battone, clacson girls.
Anche i protettori assunsero una qualificazione lessicale diversa: garga, battitacch, bombardin, lenon, macrò, mangiafranza, rocchetta.
Li si poteva vedere, con le loro protette, in Viale Majno, in Via Chiesa Rossa, in Viale Monterosa.

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16 aprile 2013

Il ponte della Ghisolfa


In questo romanzo di Giovanni Testori, si narra di prostituzione ed emigrazione, di dolore e di morte, di amore e di sangue, nella Milano operaia del secondo dopoguerra.
Il libro ha ispirato il maestro Luchino Visconti che, nel 1960, sotto le campate del cavalcavia Bacula, presso Piazzale Lugano, girò la pellicola “Rocco e i suoi fratelli”.

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15 aprile 2013

La Gilda del Mac Mahon


In quest’opera di Giovanni Testori, si narra di questa prostituta della periferia milanese che vorrebbe farla finita sotto un treno, perché il suo uomo l’ha lasciata e ha sposato un’altra.
E allora lei si vendica, con il Duilio Morini, il ras di Villapizzone.
Lei si chiama Rita Boniardi, ma assume il nome Gilda dal personaggio di Rita Hayworth nel film omonimo del 1946.

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14 aprile 2013

L’Arialda


È un dramma dello scrittore novatese Giovanni Testori.
In esso, si narra di questa donna della periferia milanese che, pur vivendo in un ambiente degradato, rivendica la sua dignità, fino a che, nauseata dal marciume morale che la circonda, invoca la morte.

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13 aprile 2013

Le case da tè


La legge Merlin chiuse i bordelli, ma non abolì la prostituzione.
Molte signorine si assicurarono la protezione di un magnaccia, il quale le introduceva spesso nelle case da tè, come quella di Via San Pietro all’Orto.
Queste strutture erano assimilabili alle case chiuse, senza averne l’aria.
Questi luoghi di onesto lavoro, dopo un lungo periodo di servizio, furono sostituiti dagli ateliers di massaggiatrici.

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12 aprile 2013

La partigiana Lina


Lina Merlin, nata in Veneto, socialista dal 1919, arrestata dai fascisti, dimessa dall’insegnamento, si trasferì a Milano nel 1930, dove sposò un partigiano e organizzò la Resistenza.
Eletta deputato nel 1946, divenne senatrice nel 1948.
Nel 1958, con la sua legge, riuscì nell’intento di chiudere le case di tolleranza italiane, d’accordo con le direttive emanate dall’ONU.

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11 aprile 2013

Ovidio


“Se hai deciso di unire il tuo corpo a uno sconosciuto romano, prima allontana la gente mettendo il chiavistello alla porta e nel luogo che richiede la tua sfrontatezza, tu riempilo di tutti i piaceri allontanando ogni pudore.
Non avere vergogna di toglierti la tunica e di tenere una coscia stesa sulla sua.
Lascia che la sua lingua penetri nelle tue labbra color di porpora e l’amore crei il piacere in mille posizioni, come pure non si tacciano né suoni né parole eccitanti e la sponda del letto tremoli per il movimento lascivo del piacere.
Se hai bello il viso, giaci supina.
Se hai il ventre segnato, fai volgere il cavallo, come in fuga usano i Parti.
Se le gambe sono belle, mettigliele sulle spalle.
E tu cavalca, se sei piccina.
Chi ha soda la gamba e il seno, si distenda obliqua lungo l’orlo del letto e lui sia in piedi.
Lui non percepirà nulla che sia più degno di lode e ti stringerà nuda contro il suo corpo, sicché entrambi non vi addormenterete sfiniti da tanto amplesso.”

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10 aprile 2013

San Gioann sul mur


Quando i clienti entravano in questa casa, soprattutto se molto ricchi, venivano annunciati con dei colpi di tacco sul parquet: era il segnale che si dovevano chiudere tutte le tende, in modo da non far scorgere all’esterno il cliente facoltoso.

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9 aprile 2013

La Sbarra


Era il nome di un casino di proprietà di Giuseppe Erre detto “el S’ciossola”.
Lo chiamavano anche “el Poslaghett”, dalla via omonima che oggi potrebbe corrispondere al Vicolo Laghetto.
Il postribolo era di infimo ordine e mostrava una sbarra di ferro nella sala centrale, utile a dividere prostitute e avventori, di un metro di altezza e superabile da una persona alla volta.
Tra le ragazze della casa, vi erano la Tea, mancata insegnante in Liguria, la Clara, che usava una manina di legno come strumento di piacere, la Mirella, da Piacenza, la Marisona e la Mirna, che si atteggiavano a divinità dell’olimpo greco.

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8 aprile 2013

Altre case milanesi


Altre case milanesi erano “la Villetta”, in Via Washington 38, la “Ca de la sciora Zina”, in Piazza Piola, la ”Osteria Marassina”, in Via Ripamonti 1, il “Cavallino Bianco”, in Via Venini.
Era questa un bar o un café osé in stile liberty, di aspetto accattivante.
Vi dominava l’Amalia, alla cassa, ma si vedevano un banco di mescita fornito delle più golose bottiglie di liquori.
La droga che qui circolava era detta macuba, un tipo di cocaina molto semplice da produrre.

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7 aprile 2013

La Casa della Marchesa


Si trovava in zona San Babila, la Marchesa era la tenutaria con una fama di marchettara e con un marito noto per gli imbrogli alle carte.
La casa era lussuosa, autorizzata a praticare alti prezzi, ospitava soltanto 3 signorine trentenni molto belle.
Per accedervi, bisognava prenotare e si poteva consumare anche della droga.

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6 aprile 2013

Corso Roma 88


In Corso Roma 88, corrispondente all’attuale Corso Porta Romana, vi era una casa molto lussuosa, contenente un’ampia sala, con pareti ornate da ninnoli curiosi e strane fotografie.
Durante i festini in questa casa, gli avventori si presentavano vestiti da donna.

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5 aprile 2013

Il Ciaravall


La casa aveva due sale: una grande e una piccola, dove si ricevevano nella prima il pubblico, nella seconda i più ricchi.
Nella prima, si elevava la statua marmorea di un fauno nell’atto simbolico di abbracciare un’aitante sirena, a significare le signorine che entravano in scena per acchiappare il merlo più danaroso.

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4 aprile 2013

Villa Mari


Anche a Villa Mari, in Via Emanuele Filiberto, gli squattrinati non potevano entrare.
Era gestita dalla “sciora Jerta del ciaravall”che, per distinguere la sua casa dalle altre circostanti, poneva profumate infiorate sulla porta d’entrata.
Quando la Jerta si ritirò, la sostituì Ida Bellè, contrazione del cognome Bellei.
Nata a Porta Ticinese, dura e gentile, sboccata e corretta a seconda dei casi, aveva una buona statura e i capelli tirati a crocchia.

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3 aprile 2013

Il casino di Via Filelfo


Nel casino di Via Filelfo, dominava una megera di nome Virginia, la quale disponeva di ragazze molto raffinate, come l’Amalia, la Jutta e la Lucina, detta anche “la serpenta” per la sua magrezza.
Qui girava anche la droga: bastava chiederla ad un distinto ed atletico signore in “fumo di Londra” che la teneva nel taschino del pastrano.

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2 aprile 2013

Casini proibiti


Erano quelli di lusso, dove si entrava soltanto con un lasciapassare.
Se si suonava il campanello e non si era conosciuti, nessuno apriva la porta, a meno di essere un malavitoso, allora si aprivano tutte le porte.
Uno di questi casini era in Via Disciplini 2, dove il boss, “el Lazzaron”, teneva moltissimo a che il servizio fosse impeccabile.
Tra le prostitute, emergeva una Paola milanese, bionda, slanciata, gentile, forbita nel parlare, recitava a memoria diversi brani di poesie.
La più ricercata era però una tale Stella siciliana, le cui doti erano l’altezza, il colore bruno della pelle, l’attività sessuale frenetica, che la vedeva passare nei casini più lussuosi di Roma, Firenze, Venezia; veniva prenotata in anticipo dai clienti, che con lei si sottoponevano a vere e proprie orge.

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1 aprile 2013

Mary Pirimpo


Si chiamava in realtà Maria Boccuzzi.
Fu trovata seminuda nell’Olona, uccisa con cinque colpi di pistola, nel 1953.
Batteva privatamente in Viale Serra, ma molte persone la conoscevano, in quanto non era raro trovarla a tarda sera in Piazza Duomo intenta a rastrellare un buon numero di ammiratori.
La storia di Maria avrebbe ispirato a Fabrizio De Andrè il testo per “La canzone di Marinella”.

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31 marzo 2013

Vetraschi ed altre zone del centro


Per chi non voleva allontanarsi dal centro, poteva andare ai Vetraschi, dove l’ambiente era alquanto malfamato, oppure in Via Bergamini, dove le signorine erano più raffinate e avevano nomi esotici e singolari, come Liù la peruviana, Magda l’ungherese, Ciquita l’argentina, Nanda la ferrarese, Wilma la torinese, Ginetta la bustocca.

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30 marzo 2013

A Via Ripamonti


In zona, sorgeva un bordello voluto dai fascisti nella laterale Via Rutilia.
Era una villetta lontana dal centro ed era frequentata più che altro da studenti, tra cui Lola, che fu eletta dai suoi compagni Lola figa de tolla, per prenderla in giro.

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